• Ansia

    La paura ha il compito preventivo, serve per evitare un possibile pericolo. Ci troviamo in ansia di fronte al palco se dobbiamo parlare, all'imminenza di un esame, all'idea di avere qualche malattia fo se una persona cara ritarda. La tendenza all'ansia è dovuta alla percezione della realtà come minacciosa e noi come incapaci di affrontarlo, questi due elementi, spingono la persona ha una iper-vigilanza continua rispetto ai possibili indizi di minaccia. Il soggetto ansioso esegue continuamente dei rapidissimi monitoraggi dell'ambiente alla ricerca di possibili minacce. La percezione è concentrata sull'elemento di minaccia e ne conseguono distorsioni che ne ingigantiscono la portata mentre vengono trascurati tutti gli altri possibili elementi in grado di rassicurare.
    Abbiamo le fobie, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo d'ansia generalizzato.

    C'è un tipico atteggiamento, che è l'evitamento, che si presenta con regolarità nelle paure. Serve per non incorrere in situazioni che ritengono insopportabili, così facendo però si impedisce di poter cambiare idea rispetto a quanto temono. Chi ha attacchi di panico evita i luoghi in cui si potrebbe sentire male, gli ipocondriaci evitano notizie di malattie, ecc...

    I disturbi d'ansia

    Nei disturbi d'ansia, è tipico l'evitamento, che impedisce di vedere disconfermate le credenze negative, impedisce la possibilità di un rinforzo positivo e contribuisce al permanere di un umore depresso. L'evitamento diventa un fattore per ostacolare la risoluzione del disturbo. Ad esempio un soggetto con disturbo da attacchi di panico riesce con un solo sguardo a cogliere tutti possibili impedimenti ad una rapida fuga, che sfuggono ad altre persone. Gli ossessivi, per il timore di essere infettati o infettare, si sentono circondati da persone ammalate e trovano dappertutto presunte macchie di sangue o liquidi organici.

    C'è poi un'errata lettura di un processo mentale. Ad esempio il fobico sociale, ha paura di mostrarsi pauroso e questo genera segnali fisici, che vengono mal interpretati erroneamente, sono la prova che veramente si sta mostrando come mai non avrebbe voluto, debole ed emotivamente fragile.

    Nell'ipocondria i segnali fisici dell'ansia alimentano la credenza che si sta soffrendo di una grave malattia. Il pensiero genera paura e a sua volta alimenta l'ansia.

Psicologa Torino Dott.ssa Silvia Parisi

Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, sessuologa, psicologa a Torino



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